Concerto Ostinato per pianoforte e orchestra

Luca Torrigiani, Francesco Di Fiore, Lapo Vannucci

Si può facilmente immaginare in che modo il termine “ostinato” possa essere applicato a un concetto musicale. L’ostinato in musica è la persistenza di un ritmo, di una frase, di un inciso, di un effetto. Il mio (nuovissimo) Concerto Ostinato, per pianoforte e orchestra, esplora nei suoi sei movimenti in maniera sempre diversa l’idea di “ostinato”.
1. Prologo. Il primo breve movimento ha lo scopo di creare un’ambientazione sonora. Le sonorità sono tranquille, l’atmosfera è pacata. Il ribattuto continuo degli archi introduce la prima idea di ostinato.
2. Bergamasca. La bergamasca è una danza tradizionale italiana dal carattere vivace e saltellante costruita su un basso ostinato il quale supporta numerose variazioni e fioriture. Basandomi sulla struttura della danza tradizionale ho affidato al pianoforte il compito di esporre e sostenere il basso per tutta la durata del movimento e contemporaneamente dialogare con il quintetto di fiati. Gli archi pizzicati entrano gradualmente sostenendo ulteriormente e caratterizzando ritmicamente il flusso sonoro.
3. Passacaglia. La Passacaglia è una delle più note forme di ostinato che in età barocca ha conosciuto la sua massima espressione artistica. L’ostinato si presenta nella linea del basso e funge da impalcatura di una costruzione armonica che man mano si evolve arricchendosi di dissonanze fino a un collasso armonico. Dopo una modulazione choc che muta completamente l’ambientazione sonora un nuovo crescendo cromatico e dinamico viene improvvisamente interrotto reinstaurando la condizione iniziale conducendo presto alla conclusione il movimento nel più tradizionale dei finali di passacaglia.
4. Intermezzo. Il movimento è una sorta di scherzo, un movimento centrale leggero e di contrasto con il precedente dove il principio di ostinato è più allargato essendo incentrato nella ripetizione variata del tema.
5. Epilogo. L’epilogo è un episodio di rottura con il principio ripetitivo del concerto, assolutamente in contrasto con gli altri movimenti, un’oasi lirica evanescente e riconciliante.
6. Finale. Con il movimento conclusivo si ritorna alla struttura originaria dell’intero concerto: l’ostinato è qui basato su una brillante cellula armonico-ritmica degli archi pizzicati che sostengono il tema puntato del pianoforte offrendo ai fiati svariati spunti di dialogo.
Per averne un’idea guardate/ascoltate delle schegge tratte dai sei movimenti. Il solista è Luca Torrigiani con l’Orchestra Filarmonica di Bacau diretta da Robert Gutter.