OMAGGIO A RYUICHI SAKAMOTO

Still Playing the Piano

Still Playing The Piano nasce come un accorato e intimo omaggio a Ryuichi Sakamoto, una delle figure più influenti e visionarie della musica contemporanea, scomparso nel 2023.
Il titolo stesso della performance evoca un legame indissolubile con lo strumento: fino agli ultimi giorni della sua vita, nonostante la malattia, il pianoforte è rimasto per Sakamoto il luogo d’elezione per esplorare il suono, la memoria e l’essenza stessa del tempo.

A fare da cornice e da filo conduttore a questa immersione nel mondo sakamotiano è una composizione originale, Sill playing the piano, scritta appositamente in sua memoria. Posizionata in apertura e in chiusura della performance, questa traccia dialoga idealmente con il maestro: un preludio che accoglie l’ascoltatore nel suo universo poetico e un congedo che celebra la persistenza della sua eredità artistica.

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IL PROGETTO MUSICALE

Il programma del concerto si articola attorno ad alcune delle pagine pianistiche più amate, emblematiche e intramontabili del compositore giapponese:

1. Still playing the piano [Prologue] *
Composizione originale
Un preludio intimo e contemplativo che apre il concerto come una soglia d’ascolto. Il brano introduce i temi cardine della memoria e della risonanza acustica, ponendosi in immediato e profondo dialogo spirituale con l’universo poetico di Sakamoto.

2. Forbidden Colors
Tratto dalla colonna sonora del film “Furyo” (Merry Christmas, Mr. Lawrence, 1983)
Una delle melodia più iconiche della musica contemporanea. Il brano fonde una sensibilità armonica occidentale con una delicatezza pentatonica orientale, dando vita a un tema di struggente bellezza e senza tempo.

3. Energy Flow
Dall’album “BTTB” (1999)
Punto di riferimento del minimalismo pianistico di fine millennio, questo brano si sviluppa su un flusso costante e ipnotico. Una vera e propria meditazione sonora in cui il silenzio e la ripetizione del gesto diventano cura e introspezione.

4. Railroad Man (Poppoya)
Tratto dalla colonna sonora del film “Poppoya” (1999)
Un’opera pervasa da un profondo senso di nostalgia e tenerezza. La scrittura pianistica disegna un paesaggio intimo e malinconico, rievocando la lentezza del tempo e la poesia dei ricordi.

5. Bring them home
Dall’album “Chasm” (2004)
Caratterizzato da una struttura solenne ed essenziale, il pezzo racchiude una forte carica civile ed emotiva. La linea melodica, nitida ed evocativa, si snoda con sobrio pathos attorno al tema dell’attesa e del ritorno.

6. Amore
Dall’album “Beauty” (1989) / “1996” (1996)
Una composizione calda e passionale che rivela il lato più lirico e drammatico di Sakamoto. Tra strappi armonici e una linea melodica fluttuante, il pianoforte si fa interprete di un’emozione intensa e vibrante.

7. Aqua
Dall’album “BTTB” (1999)
Una delle pagine più limpide e trasparenti del repertorio pianistico di Sakamoto. La musica sembra distillare la pura essenza del suono, evocando il movimento fluido dell’acqua e la tranquillità della natura.

8. Sweet Revenge
Dall’album “Sweet Revenge” (1994)
Originariamente concepita con sonorità pop ed elettroniche, nella veste per pianoforte solo questa composizione rivela la sua raffinata architettura armonica, dove tensione drammatica e compostezza classica convivono perfettamente.

9. DNA / Solitude
Tratto dal film “Tony Takitani” (2004)
Un dittico di rara intensità contemplativa. La fusione dei due temi esplora la fragilità dell’esistenza e l’isolamento interiore attraverso una scrittura scarna, rarefatta e intrisa di silenzi.

10. The Sheltering Sky
Tratto dalla colonna sonora del film “Il tè nel deserto” di Bernardo Bertolucci (1990)
Un tema dall’ampio e maestoso respiro drammatico. Nella versione per pianoforte solo, il brano conserva intatta la sua epica nostalgia, evocando sconfinati orizzonti fisici ed emotivi.

11. Put Your Hands Up
Dall’album “BTTB” (1999)
Un brano luminoso e aperto, caratterizzato da un’armonia corale e da un ritmo disteso. Rappresenta un momento di speranza e serenità nel percorso del concerto, invocando un senso di pace e raccoglimento collettivo.

12. A Man in the Forest
Dall’album “BTTB” (1999)
Un’immersione sonora nei paesaggi naturali tanto cari al compositore giapponese. La musica replica l’incedere calmo e contemplativo di una camminata nel bosco, dove ogni nota sembra catturare la luce che filtra tra gli alberi.

13. Still playing the piano [Epilogue] *
Composizione originale
Il congedo finale dalla performance. Riprendendo le fila della traccia iniziale, l’epilogo dissolve gradualmente le sonorità in un’eco persistente, lasciando nell’ascoltatore la sensazione che la musica e l’eredità del maestro continuino a risuonare anche dopo l’ultimo tasto premuto.

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Ryuichi Sakamoto: L’Eredità di un Visionario

Pioniere eclettico e genio poliedrico, Sakamoto ha inaugurato il suo percorso artistico alla fine degli anni Settanta come co-fondatore della Yellow Magic Orchestra (YMO), gruppo di riferimento per la nascita della synth-pop e della musica elettronica moderna.
Nel 1983 ha debuttato sul grande schermo come attore al fianco di David Bowie nel cult Furyo (Merry Christmas, Mr. Lawrence), firmandone la celeberrima colonna sonora. Il consacramento internazionale è giunto nel 1987 con le musiche de L’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci — film in cui ha anche recitato —, lavoro che gli è valso il Premio Oscar, il Grammy Award e il Golden Globe.
Nel corso di una carriera straordinaria, la sua fame di ricerca lo ha portato a collaborare con personalità di spicco della scena globale come David Sylvian, Brian Eno e Alva Noto, muovendosi con disinvoltura tra la sperimentazione d’avanguardia, l’ambient e il grande sinfonismo cinematografico.
Nonostante l’esplorazione infinita delle possibilità tecnologiche ed elettroniche, il pianoforte solo è sempre rimasto il cuore pulsante della sua opera: una voce intima, acustica e profonda, capace di toccare l’anima dell’ascoltatore con rara e raffinata essenzialità.